Il patron del sodalizio biancoazzurro annuncia la volontà di disimpegnarsi definitivamente dopo i presunti torti subiti a Pontecagnano, interrompendo anzitempo il progetto di rinascita della squadra.
AGROPOLI (SA)- La delusione patita sul terreno di gioco per la mancata promozione può essere smaltita con il tempo, ma quando subentrano l’amarezza istituzionale e il senso di impotenza di fronte agli episodi extra-campo, il rischio di un punto di non ritorno diventa drammaticamente concreto. Lo sa bene l’Agropoli, piombata all’improvviso in una vera e propria tempesta societaria a pochissimi giorni dal fischio finale della finale playoff del girone D di Promozione. Il presidente onorario e principale garante economico del club, Carmelo Infante, ha manifestato l’intenzione irrevocabile di fare un passo indietro e abbandonare la guida della gloriosa società cilentana. Una scossa tellurica violentissima che cancella in un colpo solo i piani di ripartenza e rischia di far sprofondare nel baratro un sodalizio che vanta ben 105 anni di gloriosa storia calcistica.Alla base della drastica presa di posizione del patron ci sarebbero i ripetuti e pesanti torti arbitrali, oltre al pesante clima di disinteresse attorno alla squadra, che, secondo la dirigenza, avrebbero penalizzato e condizionato l’esito della decisiva sfida disputata e persa contro il Città di Pontecagnano. Infante, che soltanto pochi mesi fa aveva risposto presente salvando calcisticamente il Delfino dopo l’esclusione dall’Eccellenza ed evitando l’onta di una ripartenza dalla Terza Categoria, si è detto profondamente stanco di investire ingenti risorse personali in un sistema che non garantirebbe equità sportiva. Il suo sfogo, arrivato subito dopo il ko, si è trasformato nelle ultime ore in una decisione ponderata e apparentemente definitiva. L’impatto di questo addio rischia di essere devastante per le sorti del calcio agropolese, dato che Infante rappresentava la colonna portante della solidità finanziaria dell’intero progetto aziendale. Senza il suo apporto economico, la domanda di ripescaggio in Eccellenza su cui la dirigenza stava già lavorando diventa un’ipotesi del tutto impraticabile, mettendo in forte dubbio persino la regolare iscrizione al prossimo campionato regionale di Promozione. Le prossime ore saranno cruciali per capire se le forze vive della città o un intervento della politica locale riusciranno a far recedere il presidente onorario dal suo proposito, ma la sensazione diffusa in riva al Golfo è quella di una fine anticipata e dolorosa di un’era sportiva.






