Prestazione dominante del Cesena che mette in cascina tre punti vitali per la vetta. Avellino sfortunato, ma mai in partita dopo il doppio svantaggio nel primo tempo.
CESENA- Il Cesena torna alla vittoria tra le mura amiche del “Manuzzi” e lo fa con una prestazione dominante, travolgendo l’Avellino per 3-0. Dopo lo stop di Bari, la squadra di Mister Mignani trova il riscatto sperato, mettendo in mostra un cinismo letale che non ha lasciato scampo agli irpini, oggi guidati in panchina da Biancolino. Il grande protagonista è stato l’attaccante Shpendi, autore di una doppietta e motore inarrestabile delle ripartenze.
Per l’Avellino, la sconfitta interrompe bruscamente l’entusiasmo generato dal pirotecnico 4-3 contro la Reggiana, rimandando l’appuntamento con la continuità necessaria per risalire la classifica.
L’Avellino parte bene, ma il Cesena è letale in ripartenza
La sfida al Manuzzi inizia con una fase di studio da entrambe le parti. Nei primi minuti, è l’Avellino a farsi preferire nel giropalla, cercando di costruire le manovre con ordine. L’equilibrio dura solo un quarto d’ora, poiché il Cesena attende e colpisce con una ferocia degna di una squadra di alta classifica.
Al 26′, il Cesena sblocca il risultato con una ripartenza fulminea: Shpendi conduce la transizione, serve Ciervo che dal limite apre il sinistro a giro e batte imparabilmente Daffara per l’1-0. Il gol accende la miccia, e l’Avellino accusa il colpo.
Il finale di primo tempo è fatale per i lupi. Dopo un’altra ripartenza di Shpendi e un tiro di Ciervo parato da Daffara, al 46′ Maresca va al monitor per un contatto in area tra Rigione (subentrato a Simic per problemi muscolari) e Zaro. Al 47′ l’arbitro assegna il calcio di rigore per il Cesena, trasformato al 49′ da Shpendi che raddoppia e chiude il primo tempo sul 2-0.
L’Avellino sfortunato, il VAR e la sentenza di Blesa
La ripresa si apre con i cambi decisi da Biancolino, che inserisce Tutino e Russo per Biasci e Crespi, cercando una scossa immediata. Ma la sfortuna si accanisce sull’Avellino.
Al 13′, gli ospiti protestano per un tocco di mano in area. Il check al VAR dura alcuni minuti, ma la decisione è chiara: non c’è rigore per l’Avellino. Pochi minuti dopo, Missori si divora un’occasione d’oro non insaccando a tu per tu con Klinsmann (16′).
Il Cesena, al contrario, non perdona. Al 6′ della ripresa, i padroni di casa chiudono definitivamente la partita. Ancora un contropiede letale, ben condotto e finalizzato da Blesa, che cala il tris (3-0) e mette il sigillo sulla vittoria.
Nonostante l’ingresso di Lescano e i tentativi nel finale (conclusione di Palmiero deviata in corner, colpo di testa di Castegnetti che sfiora la traversa), l’Avellino non riesce a riaprire la gara. I padroni di casa gestiscono il largo vantaggio, concedendo pochi spazi, e le ultime chance (come la conclusione alta di Castegnetti) non cambiano la sostanza.
Il triplice fischio finale sancisce la vittoria per 3-0 del Cesena, che si rilancia con forza nella zona alta della classifica. Per l’Avellino, la sconfitta è pesante, e il mancato arrivo dei tre punti vanifica l’entusiasmo della scorsa giornata, lasciando i lupi in una situazione di classifica che richiede maggiore continuità per l’obiettivo salvezza.




