Al Romeo Menti va in scena un match vietato ai deboli di cuore. Il Pescara di Gorgone sfida l'imbattibilità interna delle Vespe.

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- L’ultima gara del girone di andata del 2026 mette di fronte Juve Stabia e Pescara in un “Romeo Menti” ribollente di passione. I padroni di casa difendono un’imbattibilità interna stagionale ferrea, mentre il Pescara di Giorgio Gorgone arriva a Castellammare in piena emergenza, con ben otto assenze pesanti. Nonostante le difficoltà, i biancazzurri partono con personalità, cercando di scardinare il 3-5-1-1 di Abate attraverso il dinamismo di Olzer e le sponde di Di Nardo.

Dopo una prima fase di studio, è proprio il Pescara a trovare il guizzo vincente al 35′. Olzer lascia partire un mancino velenoso che, complice una deviazione decisiva, trafigge Confente. La rete viene convalidata dopo un lungo check del VAR, mandando i dannunziani negli spogliatoi in vantaggio e con un palo colpito da Letizia che grida ancora vendetta.

La rimonta delle Vespe e il caos rigore

Nella ripresa, la Juve Stabia entra in campo con un piglio diverso. Al 23′, Correia trova il gol del pareggio che fa esplodere lo stadio, anche se l’azione viene macchiata da un presunto tocco di braccio analizzato a lungo in sala VAR. Tuttavia, il gol viene convalidato e il match entra in una fase di tensione altissima. Il Pescara accusa il colpo e smette di reagire, subendo la pressione costante dei campani.

L’episodio che sembra decidere la contesa arriva al minuto 86: l’arbitro Piccinini viene richiamato al monitor per un tocco di mano di Capellini nell’area pescarese. Dopo la revisione, viene assegnato il calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta Candellone che non sbaglia, firmando il 2-1 al minuto 89. Sembra il colpo del KO definitivo per un Pescara ormai stanco e privo di cambi.

Miracolo al 93′: Il colpo di scena finale

Con otto minuti di recupero assegnati, il Pescara tenta l’assalto della disperazione. Gorgone pesca dalla panchina forze fresche, inserendo giocatori che conoscono bene l’ambiente campano. Proprio quando i tifosi delle Vespe stavano già celebrando l’ennesima vittoria interna, un cross dalla destra attraversa l’area e trova la deviazione vincente di un “ex” Sgarbi dal dente avvelenato.