Habemus Papam: Pagliuca vince il ballottaggio e si prende l'Avellino.

AVELLINO- Il masso di Sisifo è rotolato a valle, il veleno del Pitone si è disperso, ma il Partenio – quel teatro antico di passioni e di sangue – non resta vuoto a lungo. Dopo l’esonero di Raffaele Biancolino, l’Avellino  ha scelto il suo nuovo Ulisse: Guido Pagliuca. L’ex tecnico dell’Empoli, reduce da un’esperienza breve ma intensa in Toscana, è il prescelto per guidare i lupi irpini verso la salvezza in Serie B. Un contratto fino al 30 giugno 2027, con opzione, per un progetto che va oltre il semplice traghettamento: una tela da tessere con pazienza, come Penelope che attende il ritorno del suo eroe.
La notizia, anticipata da un vortice di indiscrezioni nelle ultime ore, è diventata ufficiale questa mattina. Angelo Antonio D’Agostino, il patron biancoverde, ha chiuso l’accordo dopo un incontro decisivo: risoluzione consensuale con l’Empoli (che si libera di un ingaggio oneroso) e firma imminente, step necessario affinché possa iniziare definitivamente l’avventura in biancoverde. Pagliuca, che oggi compie 50 anni, potrebbe dirigere il primo allenamento già alle 15: un compleanno con la sciarpa irpina al collo, un regalo amaro per chi lo aveva scartato ieri sera come “troppo freddo” per una piazza che brucia.
Non è un eroe urlante, non un Achille che carica con la spada. Pagliuca è il saggio zen del pallone: intelligenza tattica, salvezze epiche, capacità di ridare equilibrio senza drammi. Ex Juve Stabia (dove ha sfiorato la promozione), ha preso l’Empoli in avvio di stagione ma è stato esonerato a ottobre, lasciando un’impronta di solidità. Come Marco Aurelio che guida l’impero con stoicismo, Pagliuca non promette fuochi d’artificio: promette lavoro, difesa organizzata, contropiede chirurgico. Perfetto per un Avellino che ha bisogno di concretezza, non di miti. 

Domenica sera sembrava fuori: “perso quota”, scriveva Pedullà. Poi il colpo di scena notturno: un colloquio lungo e proficuo, come un oracolo che cambia il destino. Caserta – il pragmatico libero – inseguiva, Viali irrompeva come vento abruzzese, D’Angelo restava in standby con lo Spezia che lo corteggia. Ma Pagliuca ha ribaltato la tela: riemerso dalle nebbie, come Penelope che riprende il filo interrotto.


La zona playout è vicina, la Reggiana incombe. Pagliuca non eredita un regno in rovina: eredita un sogno interrotto, un veleno da trasformare in antidoto. Il nuovo capitolo si intitola Pagliuca. E porta con sé il profumo della saggezza omerica.

Fonte foto: X Empoli Football Club