Dopo la sconfitta per 2-0 all’andata, i granata crollano anche al ritorno tra le mura dell’Arechi: tensione altissima, match sospeso per lanci di fumogeni e seggiolini. La Sampdoria conquista la salvezza, Salernitana in Serie C.
Una serata surreale allo stadio Arechi di Salerno ha sancito la retrocessione della Salernitana in Serie C, al termine del playout di ritorno contro la Sampdoria, vinto dai blucerchiati con un netto 2-0 che ha replicato il risultato dell’andata. Ma a fare notizia non è stato solo il risultato in campo, quanto piuttosto il clima rovente sugli spalti che ha portato alla sospensione definitiva della gara da parte dell’arbitro Daniele Doveri.
Tensione crescente: petardi, fumogeni e seggiolini in campo
Dopo un primo tempo equilibrato, ma chiuso con il vantaggio doriano firmato da Massimo Coda al 37’, la situazione è precipitata nella ripresa. Appena tre minuti dopo il rientro dagli spogliatoi, è Sibilli a segnare il gol del raddoppio, mettendo in ghiaccio la salvezza per i blucerchiati e spegnendo ogni residua speranza per i granata.
A quel punto, la Curva Sud è esplosa: fumogeni, petardi e seggiolini lanciati in campo hanno costretto l’arbitro Doveri a fermare la partita a più riprese. Le squadre sono tornate brevemente in campo, ma ulteriori esplosioni di petardi hanno convinto le autorità a sospendere definitivamente la gara, come confermato ufficialmente dal Prefetto di Salerno.
La fuga di Iervolino e Milan, cori contro squadra e società
A rendere ancora più surreale l’atmosfera, l’abbandono della Tribuna da parte del presidente Danilo Iervolino e dell’amministratore delegato Maurizio Milan, avvenuto poco prima della sospensione, quando l’aria era ormai irrespirabile. Emblematici i cori dei tifosi rimasti nell’impianto: “Mercenari, fuori dall’Arechi” e “Salerno non si piega”, a testimonianza della profonda frattura tra squadra e piazza.
Una retrocessione annunciata
La Salernitana, dopo un campionato fallimentare, dice dunque addio alla Serie B nel modo peggiore possibile. Un doppio 2-0 contro una Sampdoria ben più determinata e organizzata certifica la fine di un ciclo. Le scelte tecniche di Pasquale Marino, l’inconsistenza offensiva e il nervosismo generale hanno fatto il resto.
Sampdoria salva e rinata con Evani
Applausi, invece, per la Sampdoria di Alberico Evani, solida e cinica. Dopo la retrocessione dalla A, i doriani riescono a mantenere la categoria con una doppia prestazione convincente, suggellata da un ritrovato Massimo Coda e da un ispirato Sibilli. Il progetto riparte da qui, con la salvezza come punto fermo.






