Il pari con la Cavese riaccende le pressioni: spunta anche l’indiscrezione di un confronto acceso nel tunnel del Lamberti tra Raffaele e Faggiano.
SALERNO- Il derby contro la Cavese avrebbe dovuto rappresentare un punto di ripartenza, un’occasione per rilanciare una stagione che si sta complicando oltre le aspettative. Invece, l’1-1 maturato al “Simonetta Lamberti” diventa l’ennesima beffa per la Salernitana e riaccende in maniera definitiva i riflettori sulla posizione di Giuseppe Raffaele, sempre più in bilico dopo settimane di tensione crescente.
Un pari che pesa come una sconfitta
La Salernitana era riuscita a indirizzare la gara nel primo tempo grazie al gol di Lescano al 34’, bravo a sfruttare un errore in uscita della difesa metelliana. Ma la ripresa ha raccontato tutt’altra storia: squadra bassa, poca personalità e un atteggiamento rinunciatario che ha finito per alimentare la pressione della Cavese.
Il pareggio di Minaj al 90’, arrivato su un’azione contestata per un presunto fallo su Molina, ha fatto esplodere la rabbia di Raffaele, espulso per proteste e molto critico nel post-gara. Le sue parole, dure e dirette, fotografano un ambiente che da settimane vive in apnea:
“Ottimo primo tempo, ma nella ripresa siamo stati troppo rinunciatari. Il gol nasce da un fallo evidente”.
Un commento che si inserisce in un clima già deteriorato dopo la sconfitta con l’Audace Cerignola, che aveva aperto una crepa profonda tra squadra, tifoseria e società.
L’indiscrezione: tensione nel tunnel tra Raffaele e Faggiano
A rendere la serata ancora più incandescente, circola un’indiscrezione riguardo a un forte alterco nel tunnel tra il direttore sportivo Faggiano e lo stesso Raffaele. La discussione sarebbe nata subito dopo l’espulsione del tecnico e il pareggio incassato nel finale.
Non ci sono conferme ufficiali né segnali di una rottura definitiva, ma la voce ha alimentato la percezione di un ambiente nervoso, confuso e tutt’altro che compatto. In un momento così delicato, anche un semplice battibecco diventa un indizio di fragilità interna.
Fiducia a termine e società divisa
La panchina di Raffaele era già in bilico prima del derby. Il ko con il Cerignola aveva portato il distacco dal Benevento capolista a undici punti, scatenando la contestazione dei tifosi e aprendo un dibattito interno sulla guida tecnica.
Il patron Iervolino aveva scelto la continuità, ma con una formula chiara: fiducia a tempo, legata proprio alle gare con Casarano e Cavese. Una scelta che ha dato respiro al tecnico, ma senza mai dissipare del tutto i dubbi.
Il pareggio nel derby, però, ha riacceso le pressioni: una parte della società spinge per un ribaltone, mentre un’altra ritiene che cambiare ora potrebbe essere controproducente. Nel mezzo, il DS Faggiano, criticato da una fetta dell’ambiente per aver puntato su Raffaele e ora chiamato a gestire una situazione complessa.
Tifosi spaccati, ambiente in ebollizione
Sui social il dibattito è acceso: c’è chi difende il tecnico, sottolineando le difficoltà strutturali della rosa, e chi lo considera “di fatto esonerato”, convinto che la squadra non lo segua più. Il presunto alterco nel tunnel, se confermato, sarebbe l’ennesimo segnale di un ambiente esplosivo, dove ogni episodio rischia di diventare benzina sul fuoco.
La sensazione è che la Salernitana stia vivendo una fase di profonda instabilità, in cui risultati, tensioni interne e pressioni esterne si intrecciano in un equilibrio sempre più fragile.
Un futuro da decifrare
In un campionato dove la promozione diretta appare ormai lontana, la Salernitana ha bisogno di ritrovare stabilità tecnica e mentale. Le prossime ore saranno decisive per capire se il progetto continuerà con Raffaele o se la società deciderà di aprire un nuovo capitolo.
Il derby doveva essere un punto di svolta. È diventato, invece, un bivio.




