Il tecnico gialloblù sull'impiego dei giovani gialloblù: "Abbiamo investito quest'anno tanto su di essi e quindi giocano a prescindere, non siamo dipendenti dalla regola"

PONTEDERA (PI) - Complessivamente può ritenersi soddisfatto per quanto visto nel corso della sfida in casa del Monterosi il tecnico della Juve Stabia Leonardo Colucci.

L’allenatore gialloblù, in conferenza stampa, ha motivato nuovamente la scelta di schierare dall’inizio Scaccabarozzi sull’out offensivo di destra, preferito ad altri giocatori. C’è, poi, spazio per una riflessione sul lavoro da svolgere in vista delle prossime sfide.

SCACCABAROZZI E LA SCELTA DELL’ESTERNO – “Quando si fanno delle scelte bisogna dare equilibrio, vedere come i ragazzi stanno fisicamente, valutarla per i 95′, e sappiamo che abbiamo cinque/sei centrocampisti. Sono contento di quello che sta facendo Scaccabarozzi, come anche di quello che stanno facendo tutti i ragazzi. È logico che quando saremo tutti a regime ci saranno sicuramente delle partite dove in quel ruolo verrà impiegato un giocatore con quelle caratteristiche, ma ad oggi bisogna pensare all’equilibrio. Sono le prime partite, stiamo giocando in questa settimana ogni tre giorni. La scelta di Scacca mi dà equilibrio, evidentemente qualche altro ragazzo non è ancora pronto sotto l’aspetto dei 95 minuti”.

D’AGOSTINO, SILIPO ED I GIOVANI – “Noi sappiamo che abbiamo dei giovani interessanti e quando andiamo a fare la formazione chi gioca è perché lo merita. In più sappiamo che dobbiamo utilizzare i ragazzi per il discorso giovani, abbiamo investito quest’anno tanto su di essi e quindi giocano a prescindere, non siamo dipendenti dalla regola. Silipo è stato tanti giorni fermo, ieri ha fatto la rifinitura ed è per questo che il ragazzo è entrato negli ultimi venti minuti. D’Agostino, insieme a Guarracino e Della Pietra, sono dei ragazzi in cui noi società, ed io allenatore, crediamo tantissimo. Però devono giocare undici giocatori in campo, non quindici o sedici”.

LAVORO CON IL GRUPPO – “Negli ultimi trenta metri ancora sbagliamo l’ultimo passaggio, ci stiamo lavorando. Consideriamo che da due mesi siamo insieme e la squadra, a parte sette/otto giocatori, è nuova. Non si può avere tutto e subito, altrimenti uno ha la bacchetta magica. Non è così. Mi piace lo spirito di questi ragazzi, di coloro che entrano e anche di quelli che non entrano, i primi a dare la pacca sulla spalla”.