Orlando ci mette un po' a carburare, ma quando si accende è infermabile. Scaccabarozzi perde di gran lunga il suo scontro con Valente, sbagliando gravemente nella prima rete del Palermo

CASTELLAMMARE DI STABIA - È una Juve Stabia veramente brutta quella che perde, meritatamente, 0-2 allo stadio Romeo Menti contro il Palermo. I gialloblù commettono troppi errori in campo, pregiudicando così quanto di buono fatto in campionato.

Juve Stabia (3-4-3)

FARRONI 6 – È bravo nelle uscite ad anticipare o a chiudere lo specchio di porta agli avversari. Non riesce però ad opporsi alle due reti di Valente e Saraniti, abili nel piazzare bene la palla lì dove il portiere non poteva intervenire. Alla fine evita il terzo gol del Palermo dopo l’ennesimo pallone perso dai suoi compagni, ma non basta per incidere sul risultato.

MULÈ 6 – Dei centrali difensivi è quello che commette meno errori. Nel primo tempo ferma chiunque abbia a che fare con lui, con le buone o con le cattive. Nella ripresa, però, è troppo morbido nell’occasione peggiore, ovvero nell’istante del cross di Valente psr la rete del raddoppio. (dal 74′ SUCIU Sv)

TROEST 4 – Partito bene, con la giusta foga agonistica con la quale riesce a fermare a primo impatto la strapotenza di Kanoute, viene successivamente mangiato dagli attaccanti del Palermo. Sia Santana che lo stesso Kanoute gli prendono subito le misure, trovando rapidamente una maniera per superarlo. Nel secondo tempo, poi, si dimostra eccessivamente pigro nella marcatura di Saraniti, che di testa sigla il 2-0 finale. In questo caso l’errore è molto grave, considerando che il neo entrato attaccante palermitano era l’unico uomo da seguire in un’area praticamente deserta.

ELIZALDE 5 – Partita da dimenticare per il sudamericano, che sbaglia la maggior parte delle cose immaginabili. In difesa si lascia superare con estrema facilità sia da Kanoute che da Santana, spendendo molte volte dei falli necessari. Sovrastato in difesa, davanti le cose non vanno meglio. I suoi accorgimenti per i compagni sono deboli e non precisi. Una partita da dimenticare. (dall’81’ RIPA Sv)

SCACCABAROZZI 4 – È uno dei pochi a crederci fino in fondo nel tentativo di rialzare una difficile partita, eseguendo anche dribbling ad alto tasso tecnico ai danni dei diretti marcatori. Gli errori, tuttavia, sono troppi e soprattutto determinanti per non essere presi in considerazione. Perché se nella seconda occasione da rete è troppo morbido nel contrastare Valente ad inizio azione, sulla prima rete si rende protagonista di un episodio da matita rossa. Smettere di correre da prima che Valente potesse colpire da solo di testa, perché lasciato dallo stesso numero otto libero di segnare, è qualcosa da dover mostrare alle scuole calcio nella speranza che non venga mai emulato. Un atteggiamento assolutamente non accettabile.

VALLOCCHIA 4,5 – Non è il Vallocchia che la Juve Stabia conosce e la differenza si nota. Superficiale nelle aperture, non primeggia neanche nella fase di interdizione, regalando troppi palloni agli avversari – tra cui quello del raddoppio di Saraniti. (dal 67′ FANTACCI 5 – Si accende appena tocca i primi palloni da subentrato, ma con il passare dei minuti scompare tra le maglie dei centrocampisti e dei difensori rosanero. Si divora letteralmente la possibilità di riaprire l’incontro nei minuti di recupero, lasciandosi stoppare dal corpo di Pelagotti a pochi metri dalla porta ospite.)

BERARDOCCO 5,5 – Se la sua gestione della sfera con la palla tra i piedi non si discute, le sue verticalizzazioni sono mancate e non poco. I suoi scambi sono sempre ravvicinati e quasi sempre in orizzontale, non rischia mai la giocata e non cerca i compagni tra le linee. Non convince la sua prestazione. (dal 74′ GARATTONI 5,5 – Nonostante i pochi minuti in campo sbaglia troppe delle giocate tentate, rallentando e non poco la manovra della sua squadra.)

RIZZO 6 – Uno dei pochi positivi in una marea di bocciati. Il suo pressing mette in difficoltà sia Accardi che Marong, obbligando addirittura il Palermo al cambio conservativo sulla sua corsia. Guadagna spazio e pericolosità quando Orlando cambia fascia, spostandosi sulla destra. Ha anche una buona occasione per segnare, ma una deviazione spedisce la palla fuori.

BORRELLI 5 – Padalino lo lancia a sorpresa al posto di Fantacci, ma la scelta non è ripagata. Non entra mai negli schemi di gioco della Juve Stabia, perdendo importanti tempi di gioco quando ha la sfera tra i piedi. Non fa mai valere il suo peso offensivo, risultando piu un peso che un supporto per Marotta ed Orlando. (dal 74′ CERNIGOI 6 – Prova a sfondare come può, cercando di dare vitalità ad una squadra che sembrava oramai non crederci più. Le sue offensive, nonostante la grande volontà, non riescono a sortire i risultati sperati.)

ORLANDO 6 – Unica luce in un attacco poco concreto e decisamente sottotono. In difficoltà nella prima parte di gara per una posizione non ben definita in campo, nella ripresa mostra sprazzi di bel calcio sfidando a testa alta ogni singolo difensore del Palermo. Neanche i raddoppi di marcatura ne limitano l’esplosività una volta scoppiato, ma manca il supporto del resto della squadra.

MAROTTA 5 – Sembra sia in partita per alcuni colpi di fino mostrati ad inizio gara, ma si dimostra un giocoliere e poco più. Quando è chiamato a rifinire non finalizza le poche palle concesse dalla difesa del Palermo, che per il resto della gara lo ha ingabbiato totalmente. La simbiosi con Borrelli ancora una volta dimostra di essere assente o addirittura di non essersi mai creata, visto il poco ed inefficace dialogo tra i due.

MR. PADALINO 5 – Non è la Juve Stabia di fine campionato ed è la seconda volta, consecutiva peraltro, che la si vede ai playoff, l’ultima di questa stagione per giunta. I gialloblù scendono in campo con un atteggiamento morbido, fiacco, a discapito di un Palermo che, nei pochi minuti di accelerazione espressi, ha dimostrato di poter tranquillamente dominare la sfida. Ciò che, però, è mancato più di tutto è stata una vera e propria reazione durante il secondo tempo, con i ragazzi che probabilmente non sono riusciti a mettere in pratica quanto detto all’intervallo. L’idea di adottare un pressing alto per contrastare la costruzione dal basso del Palermo ha dato per largo tratto i suoi frutti, obbligando gli ospiti a rinviare con Pelagotti che, con i piedi, precisissimo non è stato. La scelta di schierare Borrelli da titolare, tuttavia, non ha replica lo stesso esito della strategia precedente. Non convincono neanche i cambi, troppo ritardati per l’andazzo dell’incontro.