Nonostante la pandemia alcuni atleti del settore giovanile del presidente Colantonio sono riusciti a mettere in mostra le proprie qualità, aspettando la chiamata di vari club a loro interessati

TORRE DEL GRECO (NA) - Lavorare sui giovani è un’arte sempre più centrale nel sistema calcistico odierno ed in Campania una realtà all’avanguardia in questo settore è rappresentata dalla Turris. La società del presidente Antonio Colantonio da anni ha sviluppato un’oculata strategia di promozione di tutte le categorie rientranti nell’ottica del settore giovanile, raggiungendo risultati di ottima fattura. Sono diversi, infatti, i ragazzi che si mettono in mostra nelle categorie inferiori coralline, anche nonostante un periodo come quello del Covid-19 che ha messo in ginocchio e per molto tempo anche il calcio a livello giovanile.

Un riscontro di questi risultati arriva dalla scuola calcio Turris-Joga Pepito, all’interno della quale 4 ragazzi, tutti classe 2007, si sono messi in mostra con grandi giocate, tali da attirare l’attenzione di molti club. Inoltre, i primi tre sono stati anche monitorati negli ultimi anni anche dal CTF, centro tecnico federale, che ha permesso loro di svolgere allenamenti mirati settimanali grazie alle loro infrastrutture.

Il primo ragazzino intravisto è Angelo Giglio. Punta rapida, veloce e dotato di una grande caparbietà, a suon di goal è riuscito a rifilarsi un posto nella categoria superiore, con i classe 2006’, adattandosi in alcune circostanze anche nella posizione esterna d’attacco e mettendo quindi in mostra anche una grande duttilità.

Il secondo ragazzino è, con tutta probabilità, il giovane atleta su cui più club hanno puntato gli occhi. Si tratta di Arturo Raiola, un fantasista mancino dotato di una tecnica innaturale e giocate sopraffini, le quali gli permettono non solo di dominare in mezzo al campo ma anche di risaltare facilmente come la stella dell’undici sceso sul terreno di gioco, attorno al quale la sfera viene fatta girare.

Sulla lista troviamo anche un difensore. Parliamo di Pasquale Garofalo, centrale di gran spessore, che nonostante la giovane età giganteggia tra i suoi simili con ben 1.85 di altezza. La grande stazza non gli preclude, tuttavia, una notevole falcata, permettendogli di essere utile alla causa comune anche quando schierato sulle corsie laterali – un vero sogno per gli allenatori che fanno molto affidamento su questa caratteristica peculiare dei difensori centrali.

Ultimo, ma non per importanza, si è fatto notare anche Vincenzo Gala. Mediano dotato di tanta tecnica e visione di gioco, la sua intelligenza gli permette di capire prima degli altri quello che accadrà e di agire di conseguenza.