Dopo un inizio 2021 da incubo con le sconfitte di Terni, Monopoli e Caserta, la squadra di Padalino ha saputo riscattarsi nonostante l'emergenza dei tanti infortuni

CASTELLAMMARE DI STABIA - Sappiamo che i numeri sono gli elementi che prediligono i tifosi ma anche gli amanti delle statistiche, ed è giusto darne qualcuna in merito allo strabiliante percorso della Juve Stabia in questo 2021:

  • 27 punti conquistati in 16 partite (solo l’Avellino è riuscita ad eguagliare questo risultato)
  • 6 vittorie di fila in trasferta 
  • +50% delle reti fatte sono state eseguite nei primi 45 minuti 

Il 2020 degli uomini di Padalino non si era nemmeno concluso tanto male, rimasta imbattuta nelle ultime 5 partite di campionato, portata avanti nella gara contro il Foggia ad inizio anno con il risultato di 1-1.

Poi, 3 sconfitte di fila con 9 reti subite (Ternana, Monopoli, Casertana), la situazione divenne critica, incominciarono a sorgere dubbi sul tecnico gialloblu e sulla sua permanenza sulla panchina delle vespe. Quando tutto sembrava complicarsi con l’aggiunta degli indisponibili e dei contagiati per Covid, arrivò la vittoria contro la Vibonese. Successivamente il primo derby contro un Avellino dell’ex Braglia lanciato verso il secondo posto che vinse per una svista arbitrale e con le prodezze del suo estremo difensore.

Improvvisamente non contano più i numeri, le statistiche, escono fuori le qualità di una squadra che partita dopo partita riesce a far prevalere il proprio modo di giocare, un possesso palla continuo, con due tocchi, contornato da un 3-4-2-1.

Il pareggio contro il Teramo, la vittoria contro il Bisceglie fuori casa, ma anche la sconfitta contro il Bari. La Juve Stabia esce sempre a testa alta, ma è arrivato il momento di concretizzare quanto di buono si andava creando durante i 90 minuti. 

Ecco arrivare ai giorni nostri con la grande “remuntada” contro il Palermo, la vittoria schiacciante nel derby contro la Turris, la continuità dei successi in trasferta con Viterbese e Paganese.

Quella di Padalino è stata una Juve Stabia che col tempo ha saputo affiatarsi, trasformarsi in famiglia, saputo affrontare le difficoltà, specialmente quelle degli indisponibili.

Il merito va a Pasquale Padalino, che ha saputo toccare le corde giuste, tirare il meglio da ogni giocatore e dato il tempo a giovani come Caldore, Esposito, Elizalde di sapersi esprimere al meglio.

Messo in condizione, Berardocco in un modulo affinché venisse affiancato da Vallocchia creando una coppia di centrocampo capace di saper alzare il baricentro, di velocizzare la giocata quando è necessario. Poi, c’è il l’arma in più, l’Ibrahimovic della Juve Stabia, Alessandro Marotta che con le 8 reti stagionali sta diventando sempre di più una certezza per la disputa dei play-off.

Insomma, alla luce di  queste valutazioni, la pausa arriva in un momento non idoneo per una Juve Stabia ormai abituata ad affrontare l’emergenza infortuni, anzi, si esalta. 

Certo, ad ogni contro c’è un pro, sicuramente con la pausa di campionato, Padalino potrà ritrovare giocatori importanti come Troest, Borrelli, Cernogoi, Esposito, Russo, Suciu, Mastalli.

  • Saranno solo considerazioni? Intanto, la piazza stabiese si gode il quinto posto e con un trend simile, si può sognare.