Il nuovo tecnico granata è stato presentato alla stampa e ai tifosi oggi allo stadio Bisceglia: “Situazione non drammatica, ci risolleveremo”
È arrivato il giorno di Antonio Marasco, presentato nel pomeriggio allo stadio Bisceglia. Il successore di Alessandro Caruso è entusiasta di tornare nella città dove ha vinto il campionato di Serie D nel 2008 e dove è diventato un beniamino dei tifosi, gli stessi che il nuovo allenatore granata cercherà di riportare allo stadio. Non è un mistero infatti che la scelta sia ricaduta su Marasco per dare una svolta a tutto l’ambiente, oltre che per i suoi trascorsi calcistici ad alti livelli da calciatore.
A prendere per primo la parola è stato il presidente Giovanni Spezzaferri: «Ringrazio mister Caruso – afferma il patron normanno – per il lavoro svolto dal 22 luglio scorso a qualche giorno fa. Rispetto a quando siamo partiti in estate abbiamo stravolto il progetto, c’è stata volontà di modificare gli obiettivi, con l’ingresso di Corvino come sponsor, il quale ci ha chiesto di alzare un l’asticella e mister Caruso, partito con obiettivi diversi, ha forse avuto difficoltà ad amalgamare una squadra formata da giovani ed esperti. La nostra è una squadra valida e i punti che abbiamo oggi non rispecchiano i valori della rosa. Necessaria e doverosa quindi una svolta per dare una scossa all’ambiente. In questi casi non si possono certo cambiare 11 calciatori. Mi dispiace per Caruso che è un ragazzo serio che ha lavorato bene, ma la scelta è stata obbligata. Con il direttore Caso abbiamo trovato una soluzione con Marasco, visto che la città si è allontanata dalla squadra. La soluzione migliore è stata quindi trovare una persona preparata ma soprattutto ben voluta e amata dalla città. Mi auguro che il tempo ci dia ragione. Marasco ha dato tantissimo all’Aversa, è stato il capitano della cavalcata del 2008, quando andammo in C-2 dopo aver rimontato 11 punti al Barletta. Dobbiamo far capire alla città che vogliamo portare il calcio a certi livelli dobbiamo partire dai giovani. Marasco allenatore con poca esperienza in una prima squadra? Non sono d’accordo. Di allenatori ce ne sono tanti, ma anche chi aveva esperienza alla fine ci ha creato dei problemi. Marasco è vero che ha poca esperienza da allenatore in Serie D, ma da giocatore ha giocato in bel altre categorie, arrivando in A, e può far capire ai calciatori cosa significa giocare al calcio a certi livelli. Non credo che per allenare in Serie D ci sia bisogno di un mister che abbia sempre allenato in questa categoria. Anche Sarri non aveva allenato squadre di vertice in Serie A ed in Europa. Secondo me – conclude Spezzaferri – in futuro vedremo Antonio allenare in categorie superiori».
È stata poi la volta del direttore sportivo Antonio Caso: «Ringrazio mister Caruso – afferma il diesse normanno – per il ruolo svolto fino ad oggi. La scelta di Caruso è stata dettata da un progetto che avevamo concordato con Spezzaferri, ovvero quello di puntare sui giovani. Poi gli obiettivi sono stati modificati in corso d’opera, ed a questo punto della stagione abbiamo deciso di cambiare. Questa squadra può far bene fino alla fine. Ci può essere una svolta con Marasco, che può convincere i tifosi a venire allo stadio a darci una mano. I supporters sono il perno di una società e devono aiutarci se ci tengono all’Aversa. Spezzaferri ha fatto dei sacrifici iscrivendo la squadra in Serie D e sta valorizzando i giovani. Abbiamo scelto di prendere Marasco perché ha trascorsi importanti nel calcio ed ha lasciato un ottimo ricordo ad Aversa. Pensiamo ad una salvezza tranquilla, poi si vedrà. E vero che la squadra è migliorata con l’avvento di Corvino, ma pensiamo sempre alla salvezza ed a valorizzare i giovani, perché questa squadra non è attrezzata per vincere il campionato».
Infine a prendere la parola è stato il neo tecnico normanno Antonio Marasco: «Ringrazio Spezzaferri e Caso – afferma il neo tecnico granata – ma devo essere sincero, non mi aspettavo questa freddezza da parte della città nei confronti della squadra. Quando ero calciatore c’erano tante persone, anche agli allenamenti, ma ora lo stadio è deserto. Forse il demerito è stato anche della squadra, ma se mostriamo attaccamento alla maglia possiamo riportare i tifosi allo stadio. Aversa deve ringraziare Spezzaferri per il discorso serio ed importante che porta avanti da quasi 15 anni. I tifosi sono una componente importante per tutto l’ambiente, faccio un appello a loro, state vicino alla squadra e a questi giovani e ci tireremo fuori da una situazione che comunque non vedo drammatica. I senatori sono ragazzi seri e per bene e si sono messi subito a disposizione. Qualche partita l’ho guardata, vedendo una squadra che ha reagito e risposto bene quando si è trovata sotto. Manca equilibrio in campo, servirà nelle prossime partite, difficili ma che vedo alla nostra portata. Non siamo in una situazione difficile: ho visto una squadra viva, non spenta ed è merito del mio predecessore e dello staff, a cui voglio fare un plauso. Bisogna stare attenti e sereni, cercando di dare quella tranquillità che precedentemente è venuta a mancare. Ci sono giovani che hanno paura di giocare la palla, ma anche una squadra che ha reagito bene al cambio dell’allenatore. Mettersi in discussione è la prima cosa da fare. Il modulo? Valuto le caratteristiche dei giocatori e in base a ciò che ho a disposizione si attueranno i giusti correttivi. Bisogna essere molto umili – conclude Marasco – e lavorare a testa basta».






