L'ex allenatore bianconero ritorna sulla separazione passata con il club, rispondendo a tono alle ultime dichiarazioni del presidente Di Lucia

NOLA (NA) - De Lucia batte, Campana risponde. All’indomani della matematica retrocessione del Nola in Eccellenza si accendono gli animi a distanza tra due dei protagonisti di questo accadimento tutt’altro che spiacevole. Non sono andate giù all’ex tecnico bianconero, infatti, le ultime dichiarazioni rilasciate a VideoNola dal presidente del club Alfonso De Lucia (qui l’articolo in questione), che l’ha attaccato pubblicamente per quanto fatto a poche giornate dalla fine del campionato.
Non si è fatta attendere, al netto di ciò, la replica del tecnico Rosario Campana, il quale non accetta quanto detto dal patron del Nola e racconta la sua personale versione dei fatti.

“Per me era un capitolo chiuso, ma dato che mi ha tirato in ballo penso sia giusto che io dica la mia. Erano presenti tanti addetti ai lavori, oltre a tutta la squadra e ai dirigenti sugli spalti. Dopo la gara venne il presidente nello spogliatoio a fare delle esternazioni e gli risposi che secondo me non era come diceva lui. Mi disse che dopo una partita del genere mi avrebbe dovuto cacciare (tra l’altro persa 1-2 dopo aver sbagliato un calcio di rigore sul nostro vantaggio), non considerando il fatto di aver recuperato tanti posti in classifica che al momento ci davano salvi. Io gli risposi <<cacciami>>, lui mi disse allora di fare l’allenatore ed io gli risposi di fare invece il presidente. Giacché mi offese sul personale ed io, solo per non far ridere i presenti, non risposi (ci sono tutti i ragazzi presenti negli spogliatoi che possono testimoniare, oltre al Magazzinere, al direttore Villano, al dottor Gallo, Pagliuca Mario e ancora altri).
Per quanto riguarda il fatto che i suoi soci siano venuti a Napoli, non è vero nulla. Considerando che il giorno 16 abbiamo giocato contro il Gladiator, io il martedì 18 mandai le dimissioni a Coverciano e per conoscenza al Nola. Nella stessa giornata, martedì 18 Maggio, la società mi mandò la liberatoria che mi slegava dagli accordi economici che avevamo insieme. A casa mia vennero solo Mario Pagliuca, Francesco Villano ed il dott. Arduino Gallo, amici miei, i quali, dopo aver saputo dell’accaduto, convenivano sulla mia decisione.
Quindi non vedo dove ci sia stata questa grande voglia di farmi cambiare idea, visto che contemporaneamente alle mie dimissioni è arrivata la loro liberatoria.
Non voglio fare polemica, anche se adesso guarderò la trasmissione VideoNola e mi regolerò di conseguenza per salvaguardare la mia immagine, perché non è bello che la mia famiglia, mia moglie ed i miei tre figli, leggano che sono una persona da evitare e pericolosa. Penso che gran parte dei presidenti e degli addetti ai lavori conoscano la mia persona. E non dimentichiamoci di considerare il vero controsenso: questa persona, da evitare come dice lui, è stata più volte richiamata, cosa non vera inoltre.
Faccio poi presente, qualora fosse stato dimenticato, che ho dimostrato il mio attaccamento ai colori del Nola, restando in squadra anche dopo le mie dimissioni. Ho fatto di tutto per far venire il direttore Villano a Nola, dirigente corteggiato da tante società campane dopo aver lasciato Pomigliano per la questione Covid. Ed è stato proprio il Direttore Villano colui che ha permesso di portare tanti calciatori importanti a Nola, pagandoli personalmente insieme allo staff e contribuendo a tante altri trasferimenti.
Il mio augurio è che il Nola torni dove la città merita, ma sicuramente se si vuole trovare un colpevole del fallimento bisogna guardare altrove”.