Il neo centrocampista flegreo si racconta ai nostri microfoni
NAPOLI - Essere al centro dei flussi di gioco porta ad una frequenza di tocco più elevata e quindi ad una predisposizione diversa dagli altri ruoli. Per un regista non è possibile assentarsi dalla gara o isolarsi, semmai è obbligatorio essere sempre attivi. Lo sa bene Edoardo Catinali, centrocampista classe 1982 fresco di firma con la Puteolana 1902, compagine militante nel Girone H di Serie D. Nel consueto ciclo di interviste noi di CF abbiamo intervistato l’ex primavera del Napoli, che ci ha parlato di molti retroscena inediti della sua carriera, della breve esperienza in maglia Arsenal, alla Serie B passando per la vicenda legata al calcioscommesse.
Edoardo cominciamo col parlare della parte più intrigante. Parlaci di questa esperienza all’Arsenal, da come è nata a come è finita.
“E’ stato più di 20 anni fa. Ero molto giovane e giocavo con la primavera del Napoli, un’estate andammo a giocare un torneo in Sardegna dove presero parte tutti i settori giovanili delle grandi squadre europee. Fra queste c’era l’Arsenal che vedendomi giocare mi invitò per un provino a Londra, io avevo circa 18 anni. Andai con mio padre in Inghilterra e in quei pochi giorni mi fecero subito debuttare in un’amichevole estiva. La partita era contro il Tottenham e per quanto potesse essere amichevole c’era sempre un clima di derby, ricordo che in porta c’era lo storico portiere coi baffi e il codino (David Seaman ndr). I gunners rimasero piacevolmente colpiti dalla mia prova e volevano tesserarmi, ma la vita lì era totalmente diversa dalla mia e quindi decisi di tornare a Napoli, rifiutando anche un cospicuo ingaggio. La verità è che avevo il sogno di esordire in prima squadra col Napoli, per cui tornai per giocarmi le mie chance in maglia azzurra.”
Rammaricato per non aver mai esordito con la maglia azzurra?
“Quando tornai da Londra il Napoli doveva cominciare il campionato di Serie B. I dirigenti videro male il mio rifiuto all’Arsenal, anche perché con i problemi finanziari del tempo la mia cessione avrebbe fruttato una discreta cifra. Dovevo partire in ritiro con la prima squadra ma così non fu, quindi dopo poco decisi di rescindere il contratto con il Napoli e da lì è cominciata la mia carriera. “
Della tua lunga carriera qual è l’esperienza che ricordi con maggior piacere?
“Sicuramente i due anni che ho fatto ad Ancona sono l’esperienza che ricordo con maggior affetto. In Serie B la prima stagione facemmo un grande campionato e sfiorammo i playoff, la seconda andò meno bene ma mi piacque tutto di quegli anni, dalla tifoseria alla città. Un’altra bella cavalcata la ricordo in Serie D con la Sicula Leonzio, quando dal mio arrivo conquistammo la promozione vincendo 13 partite su 16 nel girone di ritorno.”
Non solo gioie per te. Nel 2011 sei stato coinvolto nel processo legato al calcio-scommesse, cosa ci dici di quel periodo?
“Fui tirato in ballo in alcune dichiarazioni fatte da un mio ex compagno di squadra al processo. Non sono mai stato protagonista di queste vicende e chi mi accusò non aveva prove che certificassero il mio coinvolgimento. Fui inizialmente condannato a 3 anni e 9 mesi di squalifica, ma in seguito al ricorso la squalifica fu ridotta a 5 mesi per omessa denuncia.”
Hai appena firmato con la Puteolana 1902, ma 38 anni, si avvicina la fine del calcio giocato?
“Onestamente non ho nessuna intenzione di smettere. Ho ancora tanta fame e voglia di dimostrare e finché sto bene voglio giocare. Negli anni ho trovato nella Serie D la mia dimensione, sono contento di essere a Pozzuoli, sin dal primo momento in cui ho parlato con la società mi sono sembrate delle persone serie e sono contento di prestare la mia opera in questa piazza storica. In generale però la mia carriera continuerà, se dovessi trovare un progetto serio anche in categorie inferiori lo prenderei in considerazione, a volte si trova più serietà in Eccellenza/Promozione piuttosto che in D o addirittura fra i professionisti.”
Cosa vorresti fare da “grande”?
“Mi piacerebbe molto allenare, mi ci vedo nella figura del coach ma ultimamente non ne sono più tanto convinto. Ho visto molte dinamiche disgustose negli ultimi anni soprattutto per quanto riguarda la figura dell’allenatore, per cui sto pensando di dirottarmi sulla figura di Direttore Sportivo, che ritengo sia ancora limpida sotto molti punti di vista.”
Secondo te esiste la meritocrazia nel calcio?
“Assolutamente no. Era esattamente quello che intendevo, non accetterò mai allenatori che vengono ingaggiati a discapito di altri solo perché hanno delle sponsorizzazioni alle spalle. Così come non concepirò mai qualche calciatore che addirittura paga per giocare, tutto questo va contro la mia filosofia, abbiamo lasciato spazio agli incapaci tagliando fuori persone serie e competenti.”






