La storia e il ricordo di chi ha scritto pagine indelebili del nostro calcio dilettantistico campano

Il mondo del calcio dilettante è in lutto. E’ venuto a mancare all’affetto non solo della famiglia, ma delle tante società calcistiche in cui ha vestito le maglie in tanti anni di onorata carriera prima come calciatore in seguito come allenatore, mister Silverio Cottuno. Strappato alla vita da un male incurabile, mister Silverio Cottuno ha lottato fino alla fine come un vero guerriero. Con la dipartita di mister Silverio Cottuno cala il sipario dell’epoca d’oro del calcio dilettante casertano e campano. Un calcio d’altri tempi fatto con pochi soldi ma tantissima passione e competenza. In gioventù come calciatore mister Cottuno era considerato una giovane promessa del calcio. All’età di quindici anni il giovane Silverio esordisce in prima squadra con l’Aversa in prima divisione (campionato di eccellenza dei nostri giorni). Due anni più tardi è notato dalla grande Caivanese del presidente Fusco, con i gialloblù, il giovane Silverio vince il campionato approdando in serie D. Non è che l’inizio. Nella stagione successiva Cottuno passa al Terzigno, a fine campionato sarà ancora un trionfo, per poi indossare la maglia della grande Grumese. L’apice lo raggiunge a Casal di Principe, dal 1976 al 1994, a braccetto con il mai dimenticato presidente “Nino Tonziello” in doppia veste di calciatore prima e allenatore dopo, mister Cottuno farà incetta di successi. Mister Cottuno, padre di Lello, anch’egli allenatore sulle orme del padre, non c’è più. Non c’è più nella carne, nella materia, ma continua a vivere nello spirito grazie soprattutto alla sostanza non solo come uomo di sport, ma come marito e padre. L’ultimo saluto al Mister domani, 23 Febbraio, presso la chiesa di S.Michele, ad Aversa (zona ferrovia). Alle ore 13 la salma sarà portata in chiesa, alle ore 16, l’ultimo sacramento e l’eterno riposo.
Ha raggiunto il successo chi ha vissuto bene, ha riso spesso ed ha molto amato; chi si è conquistato il rispetto delle persone intelligenti e l’amore dei bambini piccoli;chi ha riempito il suo spazio e ha adempiuto ai suoi doveri; chi ha lasciato il mondo meglio di come l’abbia trovato, sia per mezzo di una pianta più curata,una perfetta poesia, od un’anima riscattata; chi non ha mai smesso di manifestare il suo apprezzamento per le bellezze della terra o non ha mai mancato di esprimerlo; chi ha sempre cercato il meglio negli altri e ha dato loro il meglio che aveva; colui la cui vita è stata un’ispirazione; la cui memoria è una benedizione.” Bessie Anderson Stanley

A cura di GAETANO MOLARO