Il tecnico azzurro sulle polemiche degli scorsi giorni: "Non pensiamo a complotti, non bisogna alimentare questi dubbi"

NAPOLI - Aperte le braccia al 2023, è arrivato finalmente il momento di tornare in campo anche per la Serie A. Il Napoli non avrà vita facile al primo fischio d’inizio del nuovo anno, perché sarà ospite dell’Inter a San Siro, intenzionata a riavvicinarsi alla capolista e ad evitare un ulteriore allungo dei partenopei. 

Ad arricchire il pre-gara del big match della sedicesima giornata, poi, si sono aggiunti i commenti di statistici, media e tifosi sulla gara e su alcuni aspetti peculiari. I primi si sono soffermati prevalentemente sulla sconfitta del Psg con il Lens, che ad oggi lascia il Napoli come unica squadra imbattuta in campionato delle principali leghe europee.

Gli altri, invece, hanno acceso qualche polemica sulla designazione arbitrale della sfida di San Siro, affidata al sig. Sozza di Seregno. Già in tempi non sospetti il direttore di gara lombardo attirò diverse polemiche per essere stato scelto per dirigere una importante partita tra Inter e Roma (34^ giornata dello scorso campionato), dimostrando poi in campo di essere in grado di spegnere ogni malpensante con un’ottima direzione. 

Chi, in conferenza stampa, ha preso le distanze da queste voci, chiamando anche ad un cambio di mentalità, è il tecnico azzurro Luciano Spalletti. L’allenatore del club partenopeo ha dissipato ogni possibile polemica, concentrandosi prevalentemente sulla propria squadra e sul prossimo appuntamento da rispettare. 

RITORNO POST-MONDIALE – “In questo periodo di break abbiamo fatto quello che dovevamo, lavorando in profondità su tutte le qualità che servono, valutando individualmente i calciatori tra chi tornava dal mondiale e chi era stato in vacanza. Per quello che abbiamo visto le risposte sono state buone. Per noi non è un ripartire perché con la testa siamo rimasti a dove abbiamo lasciato. Abbiamo iniziato questo bellissimo viaggio un anno e mezzo fa e non ci sono fermate, non ci sono stazioni, ci fermeremo solo quando sapremo come sarà finita”.

L’INTER – “E’ una squadra di livello top. Negli ultimi tre anni e mezzo ha fatto investimenti da squadra di livello top europeo, ha grande capacità di dilatare facilmente il campo per ampiezza e profondità. Sanno chiudersi, lasciando il doppio centravanti contro i nostri due centrali. Diventano pericolosi nei ribaltamenti dell’azione, perciò dovremo stare sempre in ordine. Loro ti costringono a modificare forma in un attimo, per la fisicità che hanno addizionata alla qualità tecnica. Dovremo essere bravi a mantenere l’equilibrio ed il comando del gioco, saranno fondamentali. So benissimo il valore dei loro campioni, ma le insidie non hanno un nome di un giocatore, hanno il nome Inter”. 

POSSIBILI COMPLOTTI E LA SCELTA DELL’ARBITRO – “Noi non pensiamo a complotti di nessun genere, però se tanti e spesso tirate fuori questi discorsi è segno che il nostro sistema è migliorabile. La credibilità deve essere la prima cosa, soprattutto in un momento come quello attuale, bisogna lavorare con estrema attenzione ed essere bravi ai nostri comportamenti, scritti, parlati, per non alimentare questi dubbi. Noi dobbiamo usare l’amore di Napoli per questo sport, la nostra voglia di dare felicità alle persone e giocare belle partite. La scelta di Sozza? “Dobbiamo comportarci meglio tutti, pensare in maniera corretta tutti ed eliminare questo modo di pensare”.

LOBOTKA E KVARATSKHELIA – “Si sono applicati in maniera corretta. Con la Juve Stabia è venuto fuori un bel match, hanno fatto una prestazione di buonissimo livello per il tempo che li ho tenuti dentro, si va tranquilli con la loro qualità. Kvara ha imprevedibilità, cose normali le fa diventare eccezionali, per noi è un grande valore aggiunto. Sono questi i calciatori che determinano dal niente l’occasione importantissima della partita.”

LE CONDIZIONI DI RRAHMANI – “Forse è quello che andrà giudicato per la prestazione, visto il periodo che ha attraversato. Ci vorrà la partita per poi trarre le conclusioni sulla sua condizione. E’ chiaro che per me diventa facile dire che ha fatto tutto, rientrando gradualmente. Siamo soddisfatti, ma serve il risultato del campo per giudicare”.

I RIENTRANTI DAL QATAR – “Stanno tutti bene, forse c’è quello che sta benissimo e quello che sta bene e basta, ma sono tutti pronti a giocare questa grande sfida, lo sappiamo da quando è uscito il calendario che sarebbe stata una grande sfida”.

STIMOLI E STATISTICHE – “Noi non ci arriviamo forti della posizione in classifica o di non aver mai perso, ma forti per la consapevolezza di ciò che sappiamo fare in campo. Solo su questo svilupperemo le prossime gare, su quello che sappiamo fare in campo. Avremo di fronte una grande squadra ed in campo non ti salva dove sei, ma cosa sai riproporre in partita. Si gioca il nostro calcio, che è piaciuto a tanti, ed ha dato benefici alla squadra e che ha esaltato molti giocatori”.

SCOMPARSA DI PELÉ – “E’ stato un altro dispiacere che abbiamo subito in questo periodo. Messi, Maradona, Pelé, anche se in diverse fasi, sono e sono stati calciatori che hanno lasciato un marchio indelebile per le loro qualità tecniche e professionali. Su Pelé volevo fare i complimenti a chi non ha tolto la maglia, su richiesta del giocatore, ma lui era già moderno come persona. Se una maglia si toglie poi non si vede più. Il 10 andrebbe fatto vedere più possibile che è di Pelé”. 

 

 

 

 

Foto credits: SSC Napoli, Instagram