Impresa sportiva dei granata di Castori che da outsider conquistano meritatamente la serie A dopo 22 anni

PESCARA - 10 maggio 1998-10 maggio 2021. Dopo 23 anni la Salernitana torna ad assaporare la massima serie. 22 anni di sofferenza, di cadute e di risalite, in mezzo due fallimenti e l’incubo dei dilettanti ma la passione, l’amore e l’orgoglio verso la casacca granata non sono mai mutate. Terza promozione in serie A in 102 anni di storia, il traguardo più sorprendente e inaspettato da parte di tutto il popolo granata che ad inizio stagione mai avrebbe scommesso sul gruppo allenato da un allenatore che di miracoli se ne intende: Fabrizio Castori.

Un’annata particolare e speciale, sotto tutti i punti di vista, con stadi chiusi e la continua fobia del Covid, aspetti che non hanno inficiato sulla truppa operaia di Castori che ha saputo cementare il gruppo e raggiungere l’impronunciabile prima lettera dell’alfabeto.

Vigilia di sofferenza e di polemiche a seguito del caso Grassadonia, primo tempo che ha visto la Salernitana contratta e con chiara tensione addosso. Il Pescara, già retrocesso, non vuole sfigurare e mette più volte in difficoltà la retroguardia granata ben guidata dal trio Gyomber-Bogdan-Mantovani, alla lunga la miglior triade difensiva della serie B. L’azione più nitida del match la confezionano proprio i delfini, al 34′ Machin entra in area di rigore, la palla attraversa tutta l’area e arriva a Ceter che da due passi calcia sul palo con Belec battuto. E’ difatti l’unica emozione della prima frazione che si chiude sullo 0-0.

La ripresa si apre con una Salernitana decisamente diversa rispetto alla prima frazione, Anderson e Djuric prendono il posto di Gondo e Kiyine, il cambio genera i suoi frutti e i granata cominciano a macinare gioco e a spaventare la retroguardia abruzzese. Al 55′ Tutino si divora il vantaggio mettendo fuori a tu per tu con Fiorillo su sponda aerea di Djuric. Ma il gol è nell’aria e arriva meritatamente al 66′ su calcio di rigore assegnato per fallo di mano di Guth. Dal dischetto va Anderson che spiazza Fiorillo, contemporaneamente arriva la notizia del vantaggio del Brescia a Monza e inizia la festa granata in città. Il resto della gara è un monologo della gara per fini statistici, al 72′ un ispirato Casasola semina il panico sulla destra, salta Sorensen e batte Fiorillo. Il tris lo cala il capocannoniere granata Tutino al 81′, suggellando un campionato entusiasmante di tutta la truppa di Castori. Che compie l’ennesima impresa della sua carriera e regala alla città di Salerno la serie A dopo 22 anni di assenza.

PESCARA 0-3 SALERNITANA
PESCARA (4-3-3): Fiorillo; Guth, Volta (74′ Nzita), Sorensen, Masciangelo; Omeonga, Valdifiori (74′ Tabanelli), Machin; Capone (82′ Riccardi), Odgaard, Ceter.
A disposizione: Alastra, Radaelli, Bellanova, Busellato, D’Aloia, Galano, Giannetti, Longobardi, Nzita, Riccardi, Tabanelli, Vokic.
Allenatore: Gianluca Grassadonia.
SALERNITANA (3-5-2): Belec; Bogdan (73′ Aya), Gyomber, Mantovani; Casasola (79′ Kupisz), Capezzi (63′ Schiavone), Di Tacchio, Kiyine (46′ Anderson), Jaroszynski; Gondo (46′ Djuric), Tutino.
A disposizione: Adamonis, Anderson, Aya, Boultam, Cicerelli, Djuric, Durmisi, Kristoffersen, Kupisz, Schiavone, Sy, Veseli.
Allenatore: Fabrizio Castori.
ARBITRO: Alessandro Prontera (Bologna).
ASSISTENTI: Gaetano Massara (Reggio Calabria) – Marco Trinchieri (Milano).
IV UOMO: Francesco Meraviglia (Pistoia).
RETI: 67′ Anderson, 72′ Casasola, 81′ Tutino.