Il club di Torre Annunziata sceglie Alessandro Formisano come nuova guida tecnica superando Mirko Conte, ufficializza la nascita dello statuto per il Comitato dei Tifosi e richiede lo stadio di Latina per le gare interne.
TORRE ANNUNZIATA(NA)- La fisionomia strategica del nuovo Savoia prende finalmente corpo in vista dell’imminente e storico ritorno nel calcio professionistico, muovendosi contemporaneamente sul fronte della guida tecnica e su quello, delicatissimo, delle infrastrutture. Dopo i recenti scossoni legati alle risoluzioni consensuali con lo staff precedente, la holding societaria ha impresso un’accelerazione decisiva per non perdere terreno prezioso sulla concorrenza. Le indiscrezioni della vigilia indicavano in Mirko Conte la figura in pole position per raccogliere la pesante eredità sulla panchina dello stadio Alfredo Giraud, ma i vertici del club hanno operato un’inaspettata sterzata di mercato, sondando l’alternativa con l’allenatore Alessandro Formisano, reduce dall’esperinza con Livorno, tecnico moderno e di grande temperamento tattico che ha superato la concorrenza all’ultimo secondo. Parallelamente alla scelta del mister, la dirigenza ha dovuto affrontare la spinosa questione legata all’indisponibilità del proprio impianto cittadino, attualmente interessato da profondi lavori di restyling e adeguamento strutturale per i criteri della terza serie. Non potendo usufruire del Giraud per l’inizio del campionato (sperando che si possa completare quanto prima), il Savoia ha depositato formale richiesta alla Prefettura e al Comune laziale per poter disputare le prime partite casalinghe di Serie C allo stadio Domenico Francioni di Latina. Si tratta di una soluzione logistica provvisoria ma necessaria per garantire la regolare iscrizione al campionato professionistico, garantendo alla squadra un terreno di gioco d’avanguardia in attesa di poter tornare a riabbracciare il proprio pubblico tra le mura amiche.
A blindare la solidità del progetto e al cambio di allenatore ci ha pensato direttamente il presidente Nazario Matachione, autore di un discorso accorato e potentissimo rivolto all’intera città. Il numero uno oplontino ha esordito ringraziando la piazza per gli attestati di stima ricevuti ogni giorno, per poi lanciare un appello totale alla compattezza: “Ora però abbiamo bisogno della cosa più importante, essere tutti uniti. Uniti per il Savoia. Uniti per Torre Annunziata. Uniti per costruire qualcosa che possa restare per sempre. Perché alla fine allenatori, direttori sportivi e tutti gli altri passano. Noi restiamo. Restate voi tifosi, che vivete questi colori con amore vero, senza convenienza, soffrendo e gioendo ogni domenica. E restiamo noi proprietà, che investiamo ogni giorno sacrifici, responsabilità, passione ed energie per dare un futuro stabile a questa società. Noi non percepiamo stipendi. Noi investiamo. Noi ci mettiamo la faccia. Noi sentiamo il peso delle sconfitte e la gioia delle victories esattamente come voi“.Matachione ha poi ripercorso le tappe di una scalata straordinaria, ricordando come il primo obiettivo fosse salvare il club, per poi portarlo dall’Eccellenza alla Serie D e infine nel professionismo. Il patron ha però rilanciato le ambizioni verso palcoscenici impensabili, svelando la modifica ufficiale dello statuto societario davanti a un notaio per istituire il Comitato dei Tifosi: “Il mio sogno oggi è ancora più grande, costruire una società forte, seria e stabile, che non debba più vivere di paure o incertezze. E poi c’è il sogno più bello… vedere un giorno il Savoia in Serie A e rendere Torre Annunziata una vera identità calcistica riconosciuta ovunque. Per questo considero i tifosi la parte più importante di tutto. La parte vera. La parte che deve essere sempre ascoltata e rispettata. Abbiamo aggiornato lo statuto per creare concretamente il Comitato dei Tifosi. Una scelta seria, forte e storica. Un passo importante per dare ai nostri abbonati rappresentanti vicini alla società e partecipi della vita del club. Perché il Savoia deve appartenere sempre di più al suo popolo. Ora serve compattezza. Serve maturità. Avanti Savoia!”.






