La Corte Sportiva di Appello Territoriale ha respinto il reclamo della Boys Caivanese sul caso della rete tagliata e sul recupero contestato, confermando il 2-3 maturato sul campo.
NAPOLI- La Corte Sportiva di Appello Territoriale ha messo la parola fine a una delle vicende più discusse delle ultime settimane nel campionato di Eccellenza. Il reclamo presentato dalla Boys Caivanese contro il Portici 1906, relativo alla gara del 12 aprile 2026, è stato infatti respinto, confermando così il risultato maturato sul campo, il 2-3 in favore della formazione vesuviana. La decisione è arrivata nella riunione del 17 aprile a Napoli, presieduta dall’avvocato E. Russo, con gli avvocati Ferraro e Gargiulo come componenti.
La Boys Caivanese aveva contestato diversi aspetti della gara, sostenendo che alcuni tesserati del Portici avessero tagliato la rete della porta durante il match, comportamento che secondo la società avrebbe dovuto portare alla perdita della gara per la formazione ospite. A supporto della propria tesi, la società aveva prodotto fotografie scattate da reporter locali, ritenute prova dell’episodio. Inoltre, la Boys Caivanese aveva sollevato dubbi sulla gestione del recupero, giudicando “irrituale” l’assegnazione di ventuno minuti nel secondo tempo, a fronte di due infortuni non gravi e senza sostituzioni effettuate dal Portici negli ultimi minuti. La società aveva anche evidenziato una presunta discrepanza tra il referto arbitrale, che riportava ventuno minuti di recupero, e quello del Commissario di Campo, che ne indicava soltanto quattro.
La Corte, dopo aver esaminato gli atti ufficiali, il supplemento di rapporto del direttore di gara e le memorie difensive del Portici, ha ritenuto il reclamo non meritevole di accoglimento. I giudici hanno ribadito che i referti arbitrali e degli assistenti costituiscono fonte privilegiata e che negli stessi non vi è alcuna menzione dell’episodio denunciato dalla Boys Caivanese. È stato inoltre considerato inverosimile che né il capitano né i dirigenti della società abbiano segnalato immediatamente l’accaduto al direttore di gara o agli assistenti, né che abbiano presentato una riserva scritta al termine della partita.
La Corte ha anche dichiarato inammissibile la documentazione fotografica prodotta, ricordando che foto e video non possono essere utilizzati come prova se non nei casi specifici previsti dalle Carte Federali, come l’errore di persona. Inoltre, le immagini non presentavano data certa, rendendo impossibile stabilire con sicurezza che fossero riferite alla gara in questione.
Per quanto riguarda il recupero, la Corte ha ritenuto sufficiente il supplemento di referto del direttore di gara, che ha confermato la regolarità della gestione del tempo di gioco. Non è stata accolta neppure la richiesta del Portici di condannare la Boys Caivanese per lite temeraria.
La decisione conferma dunque il risultato di 2-3 e chiude definitivamente il caso. Una vicenda che ha alimentato discussioni e tensioni, ma che trova ora la sua conclusione nelle motivazioni della Corte.






