Il Lavorate Calcio contesta la ricostruzione del Bracigliano e fornisce la propria versione dei fatti sulla gara sospesa allo stadio Viscardi.
SARNO (SA)- Dopo la nota diffusa dal Bracigliano (clicca qui per leggere) in merito alla gara disputata allo stadio Viscardi di Sarno, arriva la risposta ufficiale del Lavorate Calcio, che interviene per fornire una versione alternativa dei fatti e contestare diversi passaggi del comunicato avversario. La società parla di “necessità di ristabilire una ricostruzione più aderente alla realtà”.
“Espulsione giusta, ma il nostro calciatore era parte lesa”
Il Lavorate conferma che nel primo tempo si è verificato un episodio di gioco culminato con un fallo di reazione da parte di un proprio tesserato, sanzionato con l’espulsione. La società precisa però che il gesto sarebbe arrivato dopo una gomitata subita e altri episodi analoghi. Il calciatore espulso -si legge nella nota – avrebbe tentato di avvicinarsi all’avversario “ritenendosi parte lesa”, ma sarebbe stato immediatamente bloccato dai compagni “a diversi metri di distanza”, senza ulteriori contatti fisici.
“La situazione è degenerata per l’ingresso di persone non autorizzate”
Secondo il Lavorate, il momento di tensione non sarebbe nato dai propri tesserati, ma dall’ingresso sul terreno di gioco di persone non autorizzate, non presenti nella distinta ufficiale della gara. Una circostanza definita “ancor più singolare”, considerando che – come riportato – gli accessi al campo e agli spogliatoi risultavano chiusi con catenaccio, come verificato dal Commissario di Campo.
L’ingresso di tali soggetti avrebbe generato confusione, spingendo entrambe le panchine a entrare sul terreno di gioco “esclusivamente per motivi di sicurezza”.
“I nostri dirigenti hanno riportato la calma”
La società afferma che i propri dirigenti e addetti alla sicurezza sarebbero intervenuti per allontanare alcune persone riconducibili alla società ospite, tra cui soggetti che si qualificavano come dirigenti e persino come presidente del Bracigliano, pur non risultando in distinta.
“L’arbitro voleva riprendere la gara: è stato il Bracigliano a rifiutare”
Il Lavorate sottolinea un passaggio ritenuto fondamentale: dopo circa dieci minuti di sospensione, il direttore di gara avrebbe convocato i capitani comunicando la volontà di riprendere regolarmente la partita, ritenendo ristabilite le condizioni di sicurezza.
Secondo la società, sarebbe stato invece un dirigente del Bracigliano, non presente in distinta, a dichiarare di non voler riprendere l’incontro, formalizzando poi la decisione per iscritto.
“Ricostruzione unilaterale, attendiamo scuse ufficiali”
Il Lavorate Calcio definisce “sorprendente” la nota dell’AC Bracigliano, accusandola di aver omesso elementi rilevanti e di aver attribuito responsabilità unilaterali. La società ribadisce i propri valori di correttezza e lealtà sportiva e annuncia che presenterà la propria versione agli organi federali competenti, “in attesa di scuse ufficiali”.
Il comunicato ufficiale
In riferimento alla nota diffusa dalla società AC Bracigliano in merito alla gara disputata presso lo stadio Viscardi di Sarno, la società Lavorate Calcio ritiene necessario intervenire per ristabilire una ricostruzione dei fatti più aderente a quanto realmente accaduto.
Nel corso del primo tempo si verificava un episodio di gioco culminato con un fallo di reazione da parte di un nostro calciatore, successivo ad una gomitata subita e ad altri precedenti episodi analoghi. Il direttore di gara, (con decisione giusta e accettata dalla società), sanzionava l’episodio con l’espulsione del tesserato del Lavorate Calcio.Il calciatore espulso, ritenendosi parte lesa, tentava di avvicinarsi all’avversario ma veniva prontamente bloccato dai propri compagni di squadra a diversi metri di distanza, senza che si verificasse alcun ulteriore contatto o conseguenza fisica per il calciatore del Bracigliano.La situazione degenerava invece a seguito dell’ingresso sul terreno di gioco di alcune persone non autorizzate e non inserite nella distinta ufficiale della gara, circostanza che appare ancor più singolare considerando che gli accessi al rettangolo di gioco e agli spogliatoi erano stati regolarmente chiusi con catenaccio, come verificato anche dal Commissario di Campo.L’ingresso di tali soggetti generava momenti di tensione che inducevano entrambe le panchine a entrare sul terreno di gioco esclusivamente per motivi di sicurezza e per evitare che la situazione potesse ulteriormente degenerare. In tale contesto, dirigenti del Lavorate Calcio e addetti alla sicurezza intervenivano per riportare la calma e allontanare alcune persone riconducibili alla società ospite, tra cui anche soggetti che si qualificavano come dirigenti e persino come presidente della società del Bracigliano, pur non risultando inseriti nella distinta ufficiale della gara.Il direttore di gara, con grande equilibrio, disponeva quindi una momentanea sospensione dell’incontro per consentire il ripristino delle condizioni di sicurezza.Una volta ristabilita la calma (dopo circa Max 10 minuti), lo stesso direttore di gara convocava i capitani delle due squadre comunicando la volontà di riprendere regolarmente la gara, ritenendo sussistente tutte le condizioni per la prosecuzione dell’incontro.È quindi sorprendente che nella nota diffusa dalla società ospite non venga menzionato il fatto che, mentre le squadre si stavano predisponendo alla ripresa della gara su indicazione dell’arbitro, un soggetto qualificatosi come dirigente del Bracigliano – anch’egli apparentemente non presente nella distinta ufficiale – dichiarava di non voler riprendere l’incontro, decisione poi formalizzata per iscritto.Alla luce di tali circostanze, appare quantomeno singolare leggere una ricostruzione che attribuisce responsabilità unilaterali alla nostra società, omettendo elementi rilevanti quali l’ingresso in campo di persone non autorizzate e il successivo rifiuto della ripresa della gara nonostante la richiesta del direttore di gara.Il Lavorate Calcio ha sempre improntato la propria attività ai principi di correttezza, rispetto e lealtà sportiva. Proprio per questo riteniamo che prima di impartire lezioni di moralità sarebbe opportuno valutare con maggiore equilibrio quanto effettivamente accaduto sul terreno di gioco.
La nostra società resta fiduciosa nell’operato degli organi federali competenti, ai quali spetterà accertare i fatti nella loro reale dinamica e in tal senso ci vediamo costretti (visto quanto dichiarato dal Bracigliano) a rendere agli organi preposti anche la nostra versione dei fatti, in attesa di scuse ufficiali.






