Davide Ballardini ha annunciato ufficialmente il suo addio all’Avellino nella conferenza stampa di fine stagione tenuta oggi al Partenio-Adriano Lombardi. Il tecnico, arrivato a febbraio e artefice della rimonta playoff, ha spiegato le ragioni di una scelta sofferta ma ambiziosa.

AVELLINO- Nella mattinata di oggi, sabato 16 maggio 2026, nella sala stampa del Partenio-Adriano Lombardi si è consumato l’addio di Davide Ballardini all’Avellino. Il tecnico ravennate, affiancato dal direttore sportivo Mario Aiello, ha chiuso ufficialmente la sua esperienza in biancoverde dopo aver guidato i Lupi dall’ottavo posto e alla qualificazione ai playoff nella stagione 2025/2026. Una decisione maturata con grande sofferenza ma dettata dall’ambizione di tornare in Serie A.
Ballardini ha ripercorso con emozione le tappe degli ultimi mesi: “Ho parlato dieci giorni fa con il direttore, avevamo affrontato il tema legato alla squadra e all’organizzazione. Ci eravamo lasciati dicendo: ‘a fine play-off ne riparliamo’. Finiti i play-off ho incontrato la società al Bel Sito verso mezzanotte. Ho detto alla proprietà che abbiamo il desiderio di tornare ad allenare in Serie A. Ho fermato tutto perché sentiamo questo. Il direttore sportivo c’è rimasto male”.
Il tecnico ha voluto chiarire che non ci sono accordi già definiti con altre società: “Sirene? Non c’è niente. È semplicemente un desiderio di tutti noi”. Ha inoltre spiegato il perché di un rinnovo non discusso a stagione in corso: “Non avrei rinnovato se la società mi avesse chiamato a stagione in corso. Ci siamo sentiti verso il 17 febbraio in videochiamata e ho detto: ‘valgono le persone, vale la competenza, vale il lavoro. Ci conosceremo in questi mesi, poi valuteremo’”.Ballardini ha speso parole di grande stima verso la società irpina: “Qui ho trovato delle persone di altissimo spessore umano alle quali sono molto grato. Ho trovato persone rare in questo mondo”. E ha concluso con un messaggio d’amore alla piazza: “Da oggi sono un semplice tifoso dell’Avellino. Mi sono innamorato di un territorio che non conoscevo. Ho conosciuto persone straordinarie, che ci hanno accolto benissimo”.

L’arrivo di Ballardini a febbraio aveva rappresentato la svolta decisiva di una stagione iniziata in modo complicato. Il tecnico ha portato organizzazione, identità e una mentalità vincente che hanno permesso ai biancoverdi di risalire la classifica e centrare un insperato ottavo posto. Un vero “salvatore della patria” per i tifosi lupi, capace di restituire entusiasmo e orgoglio in una piazza esigente come quella irpina.La sua partenza lascia un vuoto tecnico importante, ma anche un’eredità significativa: una squadra più matura, un ambiente unito e la consapevolezza di poter competere ad alti livelli. La società, guidata dal presidente Angelo Antonio D’Agostino, dovrà ora individuare il successore in vista della prossima stagione, con l’obiettivo di confermarsi ai vertici della Serie B e provare a sognare qualcosa di più grande. Ballardini esce dalla porta principale, ringraziato da tutti per il lavoro svolto e per aver dimostrato che con competenza, umanità e pragmatismo si possono ottenere risultati importanti anche in contesti difficili raccolti come a febbraio. L’Irpinia lo ricorderà come l’allenatore che ha ridato slancio ai Lupi nel momento più delicato.