Ruggiero parla di “scelte discutibili del passato”. Il presidente risponde: “Mai ricevuto inviti dal Comune”.
NOLA (NA)- La frattura tra il Comune di Nola e il Nola è ormai esplosa in modo pubblico e definitivo. Il Sindaco Andrea Ruggiero, con una lunga nota ufficiale, ha ricostruito l’intera vicenda dello Sporting Club, rivendicando il lavoro svolto dall’Amministrazione e chiedendo chiarezza alla società bianconera. Una presa di posizione netta, che arriva dopo mesi di tensioni sotterranee e che ora diventa un caso politico‑sportivo a tutti gli effetti.
Ruggiero parla da primo cittadino ma anche da “primo tifoso”, rivendicando di non essersi mai sottratto al dossier Sporting e di aver incontrato più volte il Comitato Pro Stadio. Il Sindaco definisce l’impianto “frutto di scelte discutibili del passato”, un’opera nata male, gestita peggio e diventata negli anni un “buco nero di risorse pubbliche”, tra vandalizzazioni, occupazioni abusive e incapacità di generare entrate.
Il primo cittadino rivela di essersi recato personalmente allo Sporting nei giorni scorsi, constatando lo stato della struttura e definendo gli ultimi dettagli per l’affidamento dei lavori di riqualificazione degli spogliatoi. Sottolinea inoltre che le autorizzazioni di pubblico spettacolo e quelle della LND risultano valide, anche all’inizio del campionato. Da qui la domanda implicita: perché il Nola ha scelto Cardito?
Ruggiero racconta anche un retroscena: una telefonata con il direttore sportivo Raimondo, avvenuta il 12 febbraio, nella quale aveva chiesto un incontro urgente con il presidente Langella per programmare gli interventi. Incontro mai fissato, secondo il Sindaco, che ora attende una risposta.
La nota integrale del Sindaco
In qualità di Sindaco e, prima ancora, di primo tifoso del Nola, sento il dovere di rivolgermi alla città, ai tifosi e alla società per ristabilire un quadro di verità e responsabilità.
Non mi sono mai sottratto alla questione “Sporting”, né ho mai smesso di lavorare sul dossier come dimostrano i tanti incontri tenuti con il Comitato Pro Stadio in questi mesi, non solo quello della settimana scorsa. Credo sia sempre meglio agire con discrezione ma con determinazione. Già in occasione della presentazione di questa stagione sportiva ho assunto un impegno chiaro con la città e con i sostenitori bianconeri per restituire dignità alla casa del calcio nolano: fare tutto quanto nelle possibilità dell’Amministrazione per riportare il Nola a giocare nella propria casa. È un impegno che intendo onorare fino in fondo.
La vicenda dello “Sporting Club” merita però chiarezza. La struttura è il frutto di stagioni amministrative che hanno operato scelte discutibili, a partire dal disfacimento del vecchio “Comunale”, una decisione di cui non ho mai compreso motivazioni e prospettive già da quando ero un semplice cittadino.
Lo Sporting è nato con la precarietà già addosso. Pensato male, progettato probabilmente peggio, diventato con il passare degli anni “buco nero” di risorse pubbliche e anzi incapace di generare profitto per le casse dell’Ente, con una cronica inabilità di incamerare i canoni per il suo utilizzo. Sono stati spese centinaia di migliaia di euro per avere un impianto costantemente inadeguato, sempre traballante nella sua fruibilità, affossato da una gestione costantemente precaria. Ad aggravare il quadro le depredazioni e vandalizzazioni, senza più tacere delle gestioni scellerate degli scorsi anni e delle occupazioni abusive. Una situazione di degrado diffuso che offende la città.
Per questo da quando ho assunto il mio impegno ho voluto parlare chiaro con tutti: lo “Sporting” non ha più bisogno di soluzioni provvisorie, ma di una visione complessiva che ne garantisca la disponibilità in maniera definitiva.
Nei giorni scorsi mi sono recato personalmente allo Sporting per constatare lo stato dei luoghi. Oltre ai segni evidenti dell’incuria del tempo, superabili con una manutenzione ordinaria, abbiamo definito gli ultimi dettagli tecnici per procedere all’affidamento dei lavori di riqualificazione ed efficientamento degli spogliatoi, interventi necessari e urgenti.
È altrettanto doveroso precisare che, al netto di tali lavori, le autorizzazioni di pubblico spettacolo e quelle della Lega Nazionale Dilettanti per lo svolgimento delle manifestazioni sportive risultano valide, e lo erano anche all’inizio del campionato. La questione non è mai stata affrontata con superficialità né tantomeno ignorata.
Senza polemica, ancora non mi spiego il perché della decisione del Nola di disputare questa stagione a Cardito, in un impianto che, al netto del riparo garantito dall’unica tribuna coperta, presenta le stesse criticità, se non peggiori, dello “Sporting”. Da inizio stagione è stato un dato di fatto assunto e mai messo sul tavolo di confronto con l’Amministrazione, che nonostante fosse insediata da poche settimane, ha dovuto accettare la cosa come scelta già presa.
Quanto al presunto “mancato dialogo”, mi rammaricano le parole del presidente Langella. Giovedì pomeriggio, 12 febbraio, ho avuto una lunga e cordiale conversazione con il direttore sportivo, Ciro Raimondo, che considero prima amico di lunga data, che dirigente.
Dopo aver appreso dagli organi di informazione di un interesse del Presidente, vero o presunto, nello spostarsi a Torre del Greco per concludere il campionato, ho chiesto chiarezza proprio per poter programmare con coscienza e puntualità gli interventi allo Sporting. Se fosse stata necessaria un’accelerazione dei lavori per consentire al Nola di tornare a casa già nelle ultime giornate di campionato, avrei disposto senza esitazione ogni sforzo possibile. In alternativa, si sarebbe potuto pianificare un intervento più incisivo, che guardasse all’interezza della struttura, ma avrebbe comportato sicuramente tempi più lunghi.
Ho chiesto dunque di fissare a strettissimo giro un appuntamento con il Presidente Langella. Il direttore Raimondo, con garbo, mi ha chiesto di aspettare che passasse l’importante partita con l’Andria di questa domenica. Sarebbe stato suo impegno fissare un incontro in qualsiasi giorno e a qualsiasi ora con il Presidente, stante la sua agenda. Sono e resto in attesa del suo appuntamento.
La verità è che la città di Nola merita rispetto. Merita uno stadio funzionante, sicuro e decoroso, non l’ennesimo capitolo di una storia fatta di sprechi, abbandono e promesse mancate. Lo Sporting non può continuare ad essere il simbolo di un fallimento amministrativo del passato e di un costante utilizzo inefficiente di risorse pubbliche.
Allo stesso tempo, è giunto però il momento che ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Lo ribadisco: quest’Amministrazione è pronta a fare la propria parte sul tema Sporting, lo ha dimostrato nel colloquio costante con tifosi e comitati. Ma è necessario che anche chi guida il Nola 1925 chiarisca definitivamente quali siano le sue intenzioni rispetto al futuro del calcio in città.
Il mio auspicio è che prevalga l’interesse superiore della comunità e dei tifosi. Nola e il Nola devono camminare insieme. Con rispetto reciproco.
La replica del presidente Giuseppe Langella è altrettanto dura. Il numero uno del Nola afferma di non aver mai ricevuto alcuna telefonata o invito dall’Amministrazione e annuncia che tutte le gare casalinghe fino a fine stagione si giocheranno a Cardito. Langella diffida chi diffonde “falsità” sulla sua persona e si dice disponibile a un incontro pubblico solo se il Comune presenterà un progetto completo, con grafici e richieste di fondi regionali per un nuovo impianto sportivo. “Non voglio ascoltare chiacchiere da bar”, conclude.
Le dichiarazioni ufficiali di Langella
“Voglio rassicurare i tifosi che tutte le nostre partite casalinghe, fino a fine stagione, verranno disputate allo stadio di Cardito. Diffido tutte le persone che dicono falsità sulla mia persona. Voglio infatti precisare che, a tutt’oggi, non ho mai ricevuto un invito oppure una telefonata da parte dell’amministrazione comunale di Nola. Pur di dimostrare il mio affetto a tutta la comunità nolana, e non solo ai tifosi del Nola, ribadisco che sono disposto ad incontrare pubblicamente tutta l’amministrazione comunale, a patto che abbiano pronto un progetto completo di grafici e richieste di fondi regionali per la costruzione di un impianto sportivo. Non voglio ascoltare le solite chiacchiere da bar che molti individui mettono in giro. Certo di essere stato chiaro su tutto, auguro buon campionato. Forza Nola, sempre e comunque, contro tutto e contro tutti”.
Il clima è incandescente. La città chiede chiarezza, la tifoseria è spaccata, lo Sporting resta il nodo centrale di una vicenda che intreccia sport, politica e identità territoriale. Il futuro del calcio nolano passa da qui: da un confronto che, prima o poi, dovrà diventare inevitabile.




