Anche il San Giorgio in quarta serie. Spicca l'assenza dell'Ercolanese

REDAZIONE - Dopo Napoli e le città capoluogo quando si parla delle piazze storiche del calcio campano si pensa subito a quelle della provincia partenopea e in particolare dell’area vesuviana. La promozione del San Giorgio di pochi minuti fa arricchisce ancora di più quella zona. Il mese scorso il Portici ha mantenuto la Serie D, categoria ora raggiunta dai granata della città di Troisi e così il prossimo anno ci sarà il derby tra le due confinanti. 

Un po’ più a Sud Torre del Greco con la Turris che un anno fa ha festeggiare la Serie C, mantenuta direttamente senza passare per i play-out. La stessa categoria è della Juve Stabia che sta preparando qualcosa di grande perché nelle prossime ore dovrebbe la firma di un tecnico esperto come Walter Alfredo Novellino e nella vicina Torre Annunziata il Savoia con la Serie D. 

Una grande area urbana come se fosse un unico Comune, da San Giorgio a Castellammare di Stabia, ricca di tradizione calcistica e che oggi vive categorie importanti. Un fiore all’occhiello del calcio regionale, nonostante le mille difficoltà, in primis quelle strutturali con gli amministratori locali spesso sordi alle istanze degli sportivi e poco lungimiranti per il futuro.

In questa cartina geografica-calcistica spicca l’assenza di Ercolano, città piccola tra le grandi delle tradizioni. Per fare un esempio, a confronto di Portici e San Giorgio l’Ercolanese è quella con più militanza in Serie C (tra il 1981 e 1988 in quella che fu Serie C2) e che oggi non è capace di esprimere neanche una squadra tra i dilettanti. Una costa del Vesuvio Felix, un’occasione da sfruttare anche e soprattutto come volano sociale. Con l’augurio di migliore sempre di più e di far tornare il calcio dove ora manca.