L'Udinese cammina a Salerno e rifila quattro reti ai granata, che ringraziano lo 0-0 del Cagliari a Venezia e restano in massima serie per un altro anno

SALERNO - Ce l’ha fatta. La Salernitana festeggia la permanenza in Serie A all’ultima giornata, all’ultimo respiro, nonostante una sconfitta che se avesse avuto un valore maggiore avrebbe lasciato tanti strascichi. Davide Nicola si riconferma un maestro delle salvezze difficili, delle imprese da ricordare e delle promesse da dover ora scontare (c’è un Vaticano da raggiungere).

Nei 90′, infatti, l’Udinese ha letteralmente dominato in lungo ed in largo, sfruttando anche le difficoltà in copertura, la grande distanze tra difesa e centrocampo dei padroni di casa e, perché no, una valanga di emozioni che forse i giocatori in campo non sono riusciti a gestire. I bianconeri hanno dipinto calcio all’Arechi: Deulofeu di precisione al 6′, il bacio al palo di Nestorovski su disattenzione di Radovanovic, l’arcobaleno disegnato di destro da Udogie, il contropiede uno contro tutti di Pereyra (che si riscatta dal rigore non trasformato e parato da Belec nel primo tempo), la traversa di Samardžić e tanto altro ancora; l’Udinese ha meritato per quanto visto il successo, giocando con leggerezza e fantasia.

La Salernitana non è stata però a guardare, aggrappandosi alla partita con coraggio e volontà. Padelli solo nella prima frazione di gioco si è dovuto superare per negare a Bonazzoli (e alla respinta successiva di Verdi) la rete della speranza, replicandosi nel recupero toccando con le dita il colpo di testa di Fazio e spedendolo sul palo. L’estremo difensore friulano i guantoni li ha dovuti mettere anche nella ripresa, anche se il punteggio oramai era bello che acquisito.

Solo una nota poteva rovinare la serata di calcio dell’Arechi, quella che ha portato all’ora di gioco all’interruzione della gara per lancio di oggetti (bottigliette soprattutto) in campo e per un principio di incendio scoppiato nella curva granata. Rientrata, però, la tifoseria è tornata a cantare e supportare i propri beniamini alla perfezione, lasciandosi anche ingannare da una voce sparsa che aveva fatto iniziare i festeggiamenti troppi minuti prima della fine (“Ha segnato il Venezia” è il nuovo “Ha pareggiato il Cesena”).

Partita a parte, la Salernitana festeggia meritatamente un traguardo che solamente lo scorso gennaio, dall’arrivo di Iervolino in presidenza, sembrava impossibile. Il finale di stagione ha coronato la squadra che più di tutte ha dimostrato di credere e volere la permanenza, più dei vari Genoa, Cagliari e Venezia. È questa una nuova pagina di storia per la compagine granata, che per la prima volta resta in Serie A per due anni consecutivi – nei due precedenti esistenti i granata erano stati retrocessi subito l’anno successivo alla promozione in A. Ora per Salerno è il momento della festa, poi si penserà al resto.

 

 

 


TABELLINO DELL’INCONTRO


SALERNITANA (3-4-2-1): Belec; Gyomber (63′ Ribery), Radovanovic, Fazio; Mazzocchi, Coulibaly L. (46′ Coulibaly M.), Bohinen (62′ Kastanos), Ruggeri (46′ Zortea); Verdi (62′ Perotti), Bonazzoli; Djuric.

A disposizione: Fiorillo, Russo, Di Tacchio, Obi, Dragusin, Capezzi, Gagliolo.

Allenatore: Davide Nicola


UDINESE (3-5-2): Padelli; Becão (87′ Benkovic), Nuytinck, Pèrez; Molina, Pereyra (68′ Pafundi), Walace, Makengo, Udogie (68′ Soppy); Deulofeu (46′ Samardžić), Nestorovski (92′ Pinzi).

A disposizione: Gasparini, Santurro, Zeegelaar, Jajalo, Pussetto, Ballarini, Marì, Arslan.

Allenatore: Gabriele Cioffi


ARBITRO: Daniele Orsato (sez. Schio)

ASSISTENTE 1: Mauro Vivenzi (sez. Brescia)

ASSISTENTE 2: Sergio Ranghetti (sez. Chiari)

QUARTO UFFICIALE: Juan Luca Sacchi (sez. Macerata)

VAR: Paolo Mazzoleni (sez. Bergamo)

AVAR: Federico Dionisi (sez. L’Aquila)


RETI: 6′ Deulofeu (U), 34′ Nestorovski (U), 42′ Udogie (U), 57′ Pereyra (U)

AMMONIZIONI: Pereyra (U), all. Davide Nicola (S)

ESPULSIONI: due componenti della panchina della Salernitana per proteste

ANGOLI: 7-2

RECUPERO: 4′ p.t., 8′ s.t.

 


Foto credits: Gianluca di Marzio, Instagram